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Il team di osteopati di “Osteopatia5”, che da un ventennio svolge studi nel campo della medicina osteopatica, ha approfondito le proprie ricerche nel settore dell’embriologia, considerando quindi l’individuo fin dalla sua origine embriologica. Alla base di ogni futuro sviluppo fisico, infatti, tre foglietti embrionali contraddistinguono tre tipologie di base: una ectodermica, una mesodermica ed una endodermica che, in una seconda fase, daranno luogo ad altre tre tipologie con matrice comune ma polarità opposte. Secondo l’approccio del gruppo di studio presieduto da Mauro Fornari, dal foglietto ectodermico si svilupperano le biotipologie “melanconico” e “nervoso”, da quello mesodermico origineranno il soggetto “bilioso” e quello “sanguigno”, e infine da quello endodermico il “linfatico” e il “flemmatico”.
Lo studio dell’antropometria clinica e della morfologia affonda le proprie radici nella medicina antica: da Ippocrate fino al secolo scorso, sono sempre state utilizzate la misura e la classificazione dei dati corporei per comporre un quadro valutativo dello stato di salute del paziente e per prevenire determinate malattie. Nell’approccio dell’ “Osteopatia come Medicina di Terreno” fondato dal team Fornari, le tipologie sono sei, vengono tenute in considerazione in ogni fase di cura del paziente e si correlano alle specifiche singolarità. Per una reale prevenzione delle principali patologie (ad esempio quelle cardiovascolari, tumorali e artropatiche), infatti, i dati biometrici della tradizione occidentale devono essere sempre correlati allo stile di vita individuale. Inoltre, il modello biotipologico non è uno schema rigido: il soggetto può nascere con caratteristiche flemmatiche, poi, vivendo in un mondo caotico, ipercinetico, pieno di rumori, potrà divenire più collerico, quindi bilioso. L’osteopata considererà una tipologia che non sarà più pura, ma mista e dovrà quindi gerarchizzare i sintomi, provvedendo ad offrire all’individuo un programma adeguato.

Il metodo di lavoro di Fornari e del suo team, pur conservando i princìpi della tradizione osteopatica, ha dunque allargato l’osservazione alle biotipologie in senso diagnostico, prognostico e terapeutico. Ogni azione osteopatica, ogni insegnamento di educazione respiratoria, tutte le indicazioni posturali, i consigli di assumere determinati alimenti ed abbandonarne altri, tengono sempre presente la biotipologia di appartenenza.